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Alle 7 in punto di domattina, domenica 7 maggio, saranno in 4.105 pronti sulla linea di partenza in Via Marzabotto a Bergamo: la loro passione farà da sfondo a Felice Gimondi in maglia rosa, cinquant’anni dopo la prima delle tre conquistate in carriera che campeggiano nel suo ridondante albo d’oro.

Un buon 70 per cento dei partecipanti alla 21.sima Gran Fondo Gimondi Bianchi neanche erano nati quando il giovane Felice duellava sul Tonale con l’aristocratico Jacques Anquetil, ma è proprio questo il senso del ciclismo e della passione che accomuna l’interminabile serpente umano che si distenderà sui tornanti del Colle Gallo, del Selvino e poi della Val Taleggio, per gli arditi pronti a misurarsi con il percorso lungo (162,1 km, di cui quasi un terzo in salita).

La “Gimondi”, notoriamente, non è per tutti, e proprio per questo consente ai partecipanti di scegliere il percorso strada facendo, lasciando ai più prudenti la possibilità di optare per il percorso breve (89,4) o per quello medio (128,8): tra le granfondo è conosciuta come una delle più belle, ma anche delle più esigenti. “Per chi pratica il ciclismo nel tempo libero, questa gara è un giorno speciale, tutto è curato alla perfezione, è come sentirsi al Giro d’Italia”, rivela Gimondi, in attesa che il Giro d’Italia vero arrivi qui a Bergamo tra due settimane esatte.

Felice ovviamente sarà in prima fila domattina, anche senza fare troppi chilometri, bastano quelli accumulati nei suoi 14 Giro d’Italia (a cui questa edizione della Granfondo è dedicata), nove volte sul podio e mai ritirato. Tra un colpo di pedale e l’altro, il campione-simbolo dei bergamaschi regalerà battute e aneddoti anche a quelli che lo hanno visto correre solo in TV, ansiosi di tornare a casa con un selfie insieme al mito che sulla maglia rosa ha costruito una storia personale senza tempo e senza confini.

Al “Lazzaretto”, il quartier generale della Granfondo Gimondi-Bianchi, la vigilia è filata via sotto la pioggia che pare però annunciare un chiaro miglioramento nottetempo, auspicando una corsa asciutta, come è sempre avvenuto negli anni recenti. Tra i partenti, anche i “puntuali”, quelli che non hanno mai disertato la “Gimondi” dalla prima edizione ad oggi: sono rimasti in 33. Aumentano invece le donne in gara, quest’anno quasi il 6% del totale, non per niente è un’edizione “rosa”.

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