Domenica 25 giugno, con la prova in linea dei professionisti, si sono conclusi i Campionati Italiani di ciclismo su strada del 2017.

 

Il caldo l’ha fatta da padrone durante tutta la giornata, a partire dall’affollatissima Piazza Alfieri di Asti, teatro di partenza dell’ultima gara del Piemonte Tricolore. Tantissime le persone accorse per cercare di strappare un autografo o una fotografia ai campioni presenti o semplicemente per osservarli in religioso silenzio nei loro preparativi, così come numerosi sono stati anche i fan club accorsi per supportare i propri beniamini, da quello di Giacomo Nizzolo a quello di Matteo Busato passando per quelli del varesino Edward Ravasi o di Oliviero Troìa: insomma, un clima disteso ed allegro di festa, che si è poi spostato sulla strada verso Ivrea, per accompagnare gli atleti nella loro corsa fino al traguardo.

 

Una volta lasciato l’astigiano, i corridori sono entrati nel Canavese e hanno affrontato la prima salita di Castelnuovo Nigra, per poi imboccare la discesa e percorrere una cinquantina di km piuttosto ondulati prima di effettuare il primo passaggio sul traguardo di Ivrea ed iniziare il circuito di 21,3 km da ripetere quattro volte. Nonostante qualche ritiro già in precedenza, è qui che il gruppo ha iniziato a perdere definitivamente qualche elemento, complici la tortuosità e gli strappi della salita di La Serra (non particolarmente lunga, ma con punte del 15%). La fuga a tre con Enrico Battaglin (Lotto NL – Jumbo), Simone Sterbini (Bardiani CSF) ed Ettore Carlini (D’Amico – Utensilnord), entrata nel circuito con un vantaggio superiore ai cinque minuti, è stata riassorbita dal gruppo dopo un paio di giri.

Terminato il lavoro del compagno di squadra Dario Cataldo, a 17 km dal traguardo, Fabio Aru ha sferrato l’attacco decisivo e, con pochi scatti, è riuscito a fare il vuoto dietro di sé. La trentina di secondi guadagnata dal sardo dell’Astana nei confronti degli inseguitori si è rivelata sufficiente: sulla linea del traguardo è arrivato da solo, con le braccia al cielo e un urlo liberatorio rimasto coperto da quelli più forti dei tifosi in delirio. Dietro di lui, a 40 secondi, si sono piazzati rispettivamente Diego Ulissi (UAE Team Emirates) e Rinaldo Nocentini (Club-Sporting/Tavira). Da segnalare il decimo posto per Davide Rebellin, che all’età di 46 anni ancora sa dire la sua.

 

Sul gradino più alto del podio il neo campione italiano ha portato con sé una maglia speciale, mostrandola al pubblico e baciandola commosso: è la maglia di Michele Scarponi, che Fabio aveva scambiato con la propria durante il ritiro in Sierra Nevada e con la quale ha corso da quando ha ricominciato a gareggiare dopo l’infortunio. Dopo questa vittoria, cercata e desiderata forse doppiamente, la donerà alla famiglia di Michele.

Insomma, dopo tutti i momenti difficili affrontati, il corridore sardo sembra aver ritrovato forma, energia e soprattutto la grinta che lo contraddistingue. Lo vedremo tra pochi giorni al via del Tour de France e siamo certi che proverà a regalarci nuove emozioni, forte della sua nuova maglia tricolore e, chissà, anche di qualche “spintarella” dall’alto.

 

 

ORDINE DI ARRIVO

  1. Fabio Aru (Astana Pro Team) 5.52’31”
    2. Diego Ulissi (Uae Team Emirates) a 0’40”
    3. Rinaldo Nocentini (Club-Sporting/Tavira) a 0’40”
    4. Damiano Caruso (Bmc Racing Team)
    5. Gianni Moscon (Team Sky)
    6. Marco Canola (Nippo – Vini Fantini)
    7. Fabio Felline (Trek – Segafredo)
    8. Sonny Colbrelli (Bahrain – Merida)
    9. Matteo Trentin (QuickStep Floors)
    10. Davide Rebellin (Kuwait – Cartucho.Es)
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